Ricordi 2

Ricordi 2

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1974 sposato da poco rientro in Sardegna e entro a lavorare alla SIR comme guardia giurata,guadagnavo bene e cosi ho iniziato a migliorare la mia attrezzatura da sub, muta,pinne fucili,maschere, era l’epoca d’oro dei fucili oleopneumatici e mi ricordo che avevo comprato il “Katiuscia” della LSD, rosso e nero con 4 potenze,una bomba infatti mi è scoppiato un paio di volte e me lo hanno cambiato in garanzia.

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Una volta avevo dimenticato il carichino a casa e cosa ho fatto con un lampo di genio mi sono portato appresso una tavoletta di legno che avevo trovato li al mare,il legno si è ammorbidito con l’acqua e dopo un po di caricamenti si è spaccato mentre caricavo il fucile,mi è entrato l’arpione nella mano tra l’anulare e il medio,non vi dico il dolore e lo spavento,sono rientrato a terra con la mano trapassata dall’asta e non riuscivo a svitare l’arpione, fortunatamente a terra ho trovato un’anima buona che stava facendo ricci e mi ha aiutato svitandomi l’arpione e sfilandomi l’asta dalla mano,ho ancora la cicatrice che mi ricorda la mia stupidità.

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Un’altra volta mi sono incastrato in una tana a testa in giu per un paio di metri e dovevo incastrarmi con la testa girata perchè lo spacco era stretto e non ci passavo dopo aver preso qualche sarago faccio un’ultima discesa perchè mi sembrava di aver visto una bella corvina in un angolo in fondo all tana,dopo aver posizionto il fucile e la torcia cercavo il momento migliore per spararla in modo che non mi si incastrasse l’asta e cosi non mi sono reso conto che stavo tirando l’apnea,riesco a sparare la corvina e inizio a uscire dallo spacco ma mi dimentico di girare la testa di fianco perchè con la maschera era troppo larga per passare e quindi rimango incastrato con la maschera ,il fiato era alla fine e quindi con forza giro la testa per sbloccarmi, il movimento mi stacca la maschera dalla faccia ma mi libera e riesco a risalire,nel tuffo successivo senza maschera mi incastro e cerco a tentoni la maschera nello spacco con un po di fortuna riesco a trovarla e risalire,nei tuffi successivi ho recuperato pesce ,fucile e boccaglio,ma ricordero sempre la senzazione di panico di quei momenti.

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O quella volta che all’aspetto mi si era strappatto un bel dentice e si era infilato in un budello ed io che cercando di rispararlo per recuperarlo mi sono infilato tutto dentro e poi non riuscivo piu ad uscire,ed ho pregato tutti i santi del paradiso per farmi uscire,promettendo a me stesso che se me la cavavo non ci scendevo più ad incastrarmi in quel budello,ma poi in superficie come al solito mi dimenticavo di tutto e ci riprovavo ancora,riuscendo ad incastrarmi per altre due volte fino a quando non sono riuscito a toglierlo fuori,non c’è verso siamo una razza di pazzi furiosi e non cambieremo mai.

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Un’altra volta stavo facendo “la pattella”, cioe l’aguato in acqua bassa con mare formato ed ero in una zona dove c’erano dei lastroni enormi,un onda mi ha preso alla sprovista e mi ha leteralmente infilato sotto uno di questi lastroni,e mi igirava come in una lavatice,il fucile carico che girava insieme a me nel buio più completo,sono riuscito a mantenere la calma ,tirarmi fuori tra le onde e risalire sugli scogli,ormai la pescata era finita,la muta rotta in più punti e il fucile perso nel buio. Da sopra gli scogli vedo un buco e dentro il mio fucile che le onde ogni tanto portavano su,ogni tanto spariva nella schiuma,con un po di fortuna sono riuscito a recuperarlo.

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Un’altra volta un onda mi ha levato una pinna e mi ha fatto rotolare sugli scogli per alcuni metri,non vi dico quante mute ho sfasciato,pinne rotte,quante volte mi sono riempito di spine di ricci, quante susse mi ha dato il mare come un padre che vuole educare un suo figlio e penso che mi siano servite visto che siamo rimasti ancora buoni amici anche ora che ho sessant’anni e continuo a frequentarlo ancora con la stessa passione di allora.

Pedrame

Ci sono cose che oggi non riesco più a fare,forse la vecchiaia o l’esperienza ,ma una cosa la ho capita tanti anni fa non c’è un pesce che vale la mia vita.

c

Spero che questi miei racconti servano per i più giovani,anche se penso che la nostra passione ci spinge a fare cose che raggionandoci non avremmo mai fatto,ma quando uno ha più acqua salata che sangue che gli scorre per le vene ,diventa un fanatico non più un pesca sub ,e allora diventa un probblema sapersi limitare in certe occasioni.

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Una risposta a Ricordi 2

  1. Edo Congiatu ha detto:

    Il bello è poterle raccontare in età avanzata certe pazzie. Ma chi non ha quella passione non potrà mai capire.

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