Gianfranco Pusceddu

 

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Questa cernia è stata presa al Catalano da Gianfranco quando si poteva pescare.

 

Nel 1989 Ero iscritto all’APASES di Nuoro con Gianfranco Pusceddu e quell’anno Bruno Chisu doveva organizzare il mondiale di pesca sub a San Teodoro e quindi abbiamo collaborato con l’organizzazione alla preparazione della manifestazione, io ero il fotografo ufficiale della società ho fatto più di mille foto.

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Mi ricordo che andavamo all’aeroporto a prelevare gli atleti che provenivano da ogni parte del mondo, erano previste molte adesioni, Bruno aveva preso 134 gommoni Novamarine con motori Mariner ma poi rendendosi conto che non sarebbero bastati per tutti, si trovò un attimo in difficoltà, io gli consiglia di invitare tutti i sub della Sardegna che avevano il gommone e potevano metterlo a disposizione degli organizzatori e cosi avremmo dato un’ottima occasione ai sub di seguire i mondiali in diretta e per giunta recuperavamo tanti barcaioli esperti per chi ne era sprovvisto e si risolveva il problema dei mezzi che mancavano per i giornalisti e le tv, in cambio davamo a tutti vitto e alloggio per i giorni della gara.

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A Bruno l’idea piacque e quindi iniziammo il giro di telefonate con tutti gli amici sub sparsi per la Sardegna per invitarli alla manifestazione accettarono in molti e non ci furono più pericoli che mancassero mezzi nautici per il corretto svolgimento del mondiale.

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Durante la preparazione ne sono successe di tutti i colori e non tutte ve le posso raccontare, ma vi assicuro che con Gianfranco mi sono divertito tantissimo,una volta lui col suo gommone accompagnava il capitano della nazionale Giapponese a controllare il campo di gara nella zona di Molarotto e mentre era al largo tra Molara e Tavolare gli si sono rotti i morsetti che tengono il motore alla specchio di poppa e quindi il motore e finito in acqua mantenuto solo dai cavi del telecomando.

Gianfranco si è tolto la maglietta per gettarsi in acqua per sollevare il motore e il capitano Giapponese pensando che volesse rientrare a nuoto e lo lasciasse li gli ha detto”plego Gianflanco non mi lasciale qui”.

M’immagino lui che cercava di spiegare che non se ne stava andando mentre quello lo tirava per la maglia, quando me lo ha raccontato, stavo morendo dal ridere, Gianfranco per aver salvato il Giapponese ci ha guadagnato un paio di magliette del “Sol Levante”.

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Un’altra volta avevamo finito di cenare nell’albergo, dove alloggiava la nazionale Italiana ed ero insieme con altri amici quando arriva Gianfranco pisciato dalle risate che mi chiama e mi dice di seguirlo al bancone del bar, c’era un sub locale che stava spiegando a Molteni come prendere le cernie in cadutaaaaaa. Ogni volta che ci vediamo, ricordiamo queste cose e non smettiamo più di ridere.

In quei giorni ne sono capitate di tutti i colori ma non posso raccontarle qui sono cose che vanno dette a voce “a vis a vis” rendono meglio.

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Mi ricordo la gara di Porto Cervo, dove Gianfranco è arrivato secondo con un bel carniere di una ventina di pesci, il giorno ha vinto uno con circa cinquanta pesci trovati in due lastroni.

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La selettiva di Coscia di Donna vinta da lui con ventidue pesci tra saraghi e corvine a quei tempi era un marziano. Un’altra volta siamo andati ad Alghero non mi ricordo se era un campionato Sardo a squadre o un trofeo il giorno prima preparando il campo di gara avevamo trovato una zona bellissima piena di saraghi e corvine, convinti che il giorno dopo saremmo riusciti a fare una bella gara perché non avevamo visto nessuno cercare lì in zona, lui ha preso le mire a terra e siamo andati via. La sera come il solito cionfra prima di andare a letto e solito casino con gli altri concorrenti abbiamo traviato anche Checco che era il nostro barcaiolo.

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L’indomani alla partenza ci dirigiamo subito nella zona ma le mire di Gianfranco non erano un granché perché abbiamo perso due ore senza trovare il posto, e sono sempre convinto che quella macchia bianca che aveva preso come mira doveva essere o una mucca o una macchina. Comunque non è finita lì spostandoci per cercare un altro spot di pesca ci ha piantato il motore e immaginate dove, nel nulla più assoluto in mezzo alla sabbia, ci siamo trainati il gommone a nuoto sino a quando non ci hanno rimorchiato in una zona di roccia dove siamo riusciti a prendere qualche pesce per evitare il capotto. Ci siamo trovati tante altre volte in altre gare e ogni volta era festa,l’ultima volta che lo ho visto ad una gara stava facendo il barcaiolo ad un giovanissimo Labrocca a Stintino mare di dentro mi ha chiesto di dargli una mano e io gli ho detto di seguirmi al largo in una zona sui 28 metri dove avevo trovato saraghi e corvine. Mi avrebbe fatto piacere pescare con un giovane accanto perché era inizio stagione e non ero perfettamente in forma, ma anche il suo giovane atleta non era ancora pronto per quelle profondità e quindi dopo aver preso una corvina e recuperato la torcia di Labrocca, ci siamo spostati più a terra ognuno per conto suo, anche lì l’abbiamo finita al bar tra ricordi e risate e prese in giro. Ora ci vediamo raramente e ci sentiamo per telefono, mi sa che ha appeso le pinne al chiodo ma mi ha telefonato l’altro giorno per invitarmi a una rimpatriata tra vecchi, mi farebbe piacere parteciparvi ma non so se ci riuscirò.

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Qui era incazzato perchè non trovava le mire……………

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3 risposte a Gianfranco Pusceddu

  1. Marcello ha detto:

    Insostituibile! Un mito , mi riporto a casa dopo una selettiva a Stintino , io ci andai in treno, era il 1998 Gianfra, non ti dimentichero Mai!!

  2. Gianluca Usai ha detto:

    Gara di portocervo: credo che quell’uno che racconti fosse il grande Giorgio Aru che in coppia con Paride Colledan nelle vesti di barcaiolo portò alla pesa qualcosa tipo 74 pesci !

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