Gino Madeddu

Gino Madeddu

gino (79)

Gino l’ho conosciuto da ragazzo si era iscritto in una società diversa dalla mia ma frequentava i giovani che venivano a pescare con me, poi ha iniziato a fare le gare, che a quei tempi si svolgevano con il gommone, e siccome lui ne era sprovvisto qualche gara l’ha fatta insieme con me, perché eravamo di due società diverse, era molto motivato e con un buon fiuto per il pesce.

gino (78)

 

Alle gare veniva sempre insieme alla sua ragazza che io chiamavo “Gina” e poi si univa sempre al nostro gruppo perché eravamo i più casinisti.

gino (55)

In gara otteneva sempre dei buoni risultati non era come me, s’impegnava al massimo fino all’ultimo minuto di gara, voleva a tutti i costi qualificarsi e partecipare agli Italiani di prima categoria, per cercare di entrare in nazionale come poi è riuscito a fare.

gino (8)

Mi ricordo che il giorno prima di un campionato l’ho sentito e mi ha parlato di quello che aveva trovato in preparazione e mi ha chiesto consiglio su come impostare la gara, questo mi ha fatto molto piacere, e come al solito io gli ho dato dei consigli in conformità a quello che lui aveva trovato e in base al campo di gara. Si è classificato tra i primi dieci e quindi era nazionale, per me era una grande soddisfazione vedere che era riuscito nel suo intento.

gino (26)

Una volta ci siamo trovati a Castelsardo in gommone e gli ho fatto vedere alcuni posti un po’ profondi, dove girava pesce, c’era un po’ di mare e corrente ma lui tranquillamente faceva tuffi tra i ventisei e i trenta metri a un ritmo impressionante, si vede che era in un periodo di forma smagliante, abbiamo preso qualche sarago e ci siamo spostati a cercare zone nuove verso Badesi.

gino (68)

Un’altra volta l’ho portato a mare di dentro in una zona di basso e medio fondale, perché lui si stava lanciando troppo a fondo e io volevo fargli capire che si possono fare belle pescate anche in acqua bassa senza spolmonarsi negli abissi. Da poco mi aveva raccontato di una cernia lavorata a 37 metri,quindi ci siamo diretti in una zona dove io conosco delle belle tane in circa cinque metri d’acqua.   Mi sono immerso mentre lui mi seguiva col gommone, dopo poco tempo gli dico di avvicinarsi e di mettere la testa in acqua per vedere lo spettacolo, da un lastrone nascosto nelle alghe, sbucavano i musi di saraghi maggiori con i denti cariati che non vedevano l’ora di essere sparati. Un giorno mentre ero in ufficio mi chiama e mi dice che era in quella zona ma non si ricordava più quali erano le mire di quella tana e figuratevi che io gli ho spiegato per telefono cosa doveva allineare, si effettivamente sono fondamentalmente “coglione”, io ho impiegato anni per trovare i posti buoni e poi li regalo cosi ma Gino è un amico e si poteva fare.

gino (71)

L’ultima volta che siamo usciti insieme era con Andrea Allodi, ci siamo trovati a Stintino e siamo andati a “Sciacca”, con il mio GPS siamo andati su una bella tana di saraghi e corvine, Gino come al solito si è immerso per primo ed ha iniziato a setacciare il fondo mentre Andrea ed io siamo rimasti insieme. Gli ho chiesto di starmi vicino perché non ero molto in forma e non mi sentivo tranquillo a pescare a quelle quote (26/27 metri),cosi ci siamo immersi insieme uno da una parte ed uno dall’altra della tana ed abbiamo sparato un sarago a testa all’aspetto. Nel secondo tuffo ne abbiamo sparato altri due nell’imboccatura per non spaventare gli altri che erano dentro la tana,il terzo tuffo mi sono affacciato alla tana senza accendere la torcia e in controluce ho visto dei bei saraghi girare tranquilli, ho aspettato che due si sovrapponessero e ho sparato per fare coppiola ,cerco di estrarli ma non ci riesco,risalgo. Chiedo ad Andrea di recuperarmeli perché lui è più giovane e in forma, lo guardo mentre scende e lavora per togliere l’asta, che io credevo incastrata e finalmente lo vedo risalire con un sorriso stampato sulle labbra, non avevo fatto coppiola ma tripletta. Nel frattempo si avvicina Gino e gli chiedo se ha controllato più avanti che c’è una bella tana di corvine e lui mi risponde che non ha visto granché, decido di controllare io, scendo nei pressi della tana e mi avvicino piano aggirandola col fucile già pronto in linea di tiro, nella penombra vedo le labbra bianche di un bel corvinone e sparo senza dargli il tempo di sparire, la conoscenza dei posti e l’esperienza certe volte conta di più della forma fisica.

gino (43)

Ora ci sentiamo solo per telefono, l’ultima volta che l’ho visto si era un tantino appesantito, è diventato un’altra volta padre e sta lavorando tanto, ma sono convinto che la passione non la abbia persa.

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