Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 2.800 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 47 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Murdok

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La prima volta che ho sentito parlare di Alessandro Muroni è stato da mio compare Luigi,che conosceva questo ragazzo che a Porto Ferro aveva preso una bella ombrina.

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Poi più avanti tramite amici in comune lo ho convinto a iscriversi nella mia società di pesca dove allevavo i giovani talenti,ma lui era un caso a parte,non c’era niente da insegnargli era   nato sub ,tutte le cose più difficili gli venivano  bene,con le cose facili aveva qualche problema. Col tempo siamo diventati molto amici anche se ogni tanto avevamo qualche discussione molto aspra ,che però rinforzava la nostra amicizia,quando avevamo qualcosa da chiarire lo facevamo subito senza mandarcelo a dire.


Io ero presente quando ha preso la sua prima cernia grossa alla Summa con Fabio e Gino ,l’aveva vista mentre faceva un’aspetto sul costone ed era sparita dentro alcune pietre,dopo svariati tuffi era riuscito a trovarla dentro un lastrone e la aveva sparata,e qui inizia la guerra per estrarla dalla tana con Gino e Fabio che si alternano con lui,io collaboro con loro e gli scatto le foto dopo la cattura,gran bello spettacolo vedere questi tre giovani “affarrarsi” a quelle profondità con la cernia arroccata in tana.

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Mi ricordo la volta che mi ha recuperato il fucile e la cernia alla secca di Muso di Porco,io dopo un aspetto sul costone ho notato la cernia fuori tana che mi guardava,ho strisciato verso di lei e sono riuscito a spararla prima che scattasse,lei è partita a razzo e si è portata il fucile in tana,premetto, la mattina avevo sostituito il manico in gomma del fucile, un Omer T20, ma non avevo messo il mastice e quindi mi è rimasto il manico in mano e il pesce si è portato via il fucile in una tana che girava ad angolo,dopo essermi spolmonato per un bel po quando stavo per rinunciare vedo arrivare il gommone di Alessandro che come al solito si affianca per salutarmi,io sono già in gommone gli spiego la situazione e gli chiedo se almeno riesce ad incastrarsi e sparare il mio fucile per recuperarlo,lui invece si “appenta” è da un buchetto riesce a vedere la testa della cernia dall’altra parte del pietrone,la  spara e poi inizia ad allargare il buco per farla uscire e mi recupera fucile e cernia e poi mi prende per il culo per un mese intero con “la vecchiaia è carogna”.

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Un’altra volta mi ha fatto fare contro corrente da Punta Argentiera a oltre Muso D’Indiano, tutto sulla battimetrica dei 30 metri e oltre e quando io mi lamentavo dicendo che avevamo il gommone col barcaiolo al seguito,  che era
meglio spostarci e fare il tragitto
 a favore di corrente, lui beffardo mi diceva “così ti alleni zio Piè”,poi lo vedo sparare sotto una lastra enorme in 31 metri d’acqua,scendo a controllare ed aveva sparato un saragone col rischio di lasciarci l’asta,io gli ho detto che per me quel sarago poteva campare altri vent’anni in quella lastra e lui ridendo mi rispondeva “no che poi me lo spara qualcun’altro” era fatto cosi ,matto come un cavallo a dondolo e non era colpa mia ,non lo avevo rovinato io, aveva fatto tutto da solo.

 

Come la volta che siamo andati insieme a fare i pesci per il pranzo del mio matrimonio,abbiamo visitato le nostre tane migliori e tra una risata e l’altra ,la gara…..ma questa non la conoscevi, questa non la conoscevi tu…..questa la ho trovata prima di te……qui ci ho preso 3 cernie.

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Poi alla fine della pescata come al solito al bar per riprenderci con una bella “sussa” di birra e riprendere la discussione,quella tana te la ho fatta vedere io,no io…..ricordarci della volta di Porto Ferro  che abbiamo fatto tutte le tane conosciute  facendo una pescata d’altri tempi.

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O come la volta che ero nella mia zona di riserva e sono arrivato in una tana che conoscevo ed era piena di saragoni e mi vedo arrivare questo sub con l’acqua scooter con un tubo strano,era lui che si era dimenticato a casa il tubo del AS e si era nastrato un tubo di gomma che aveva trovato li, vede che ero sulla tana e fa per allontanarsi ma poi ci ripensa e si avvicina,era Murdok ,mi aveva riconosciuto,e si è avvicinato per salutarmi e scambiare qualche parola,in zona conosciamo quasi le stesse tane,aveva già un buon carniere ma visto che era lui ho deciso che poteva rimanere a pescare con me in quella tana che conosceva anche lui.

Avrei tante altre cose da raccontare di Alessandro,ma è meglio che sia lui a volerle dire,ultimamente è fuori per lavoro e ci sentiamo raramente ma questo non toglie che lo considero un grande amico,quando ha avuto bisogno di me io c’ero ,cosi come lui c’era quando ho avuto bisogno di lui.
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Il Tenero.

Parlare del Tenero e come parlare di me stesso ho cercato di crescerlo a mia immagine e somiglianza,ma vedo che ci sono riuscito male,ha preso tutte le cose buone tralasciando le cose cattive,buon per lui.

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Ho conosciuto Fabio che aveva all’incirca 18/20 anni e all’inizio non gli ero molto simpatico,anzi direi che gli stavo sulle palle,cosi mi ha detto lui perchè i suoi amici di pesca lo avevano un po trascurato per uscire con me,ma tutto considerato per lui è stato un bene perchè lo ho staccato dalla trainetta.

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Ogni tanto aveva dei lampi di genio come la volta che ha smontato una tana di corvine impossibile dove i pesci si salvavano sempre mettendosi dietro un angolo e li vedevamo da uno spacchetto piccolissimo,lui con pazienza ha allargato il buco a tal punto che poi ci entravo dentro per metà.Insieme a Paolo mi chiamava zio Piero per via della differenza di età,era un po pesante a quei tempi ma aveva un’acquaticità incredibile e tanta passione, in quel periodo ci siamo frequentati moltissimo e lui cercava di rubarmi tutti i segreti della pesca all’aspetto sia ai dentici che alle spigole,era molto portato per la pesca profonda ,stava ore e ore facendo planate nel blu cercando la mamma di tutte le cernie che poi puntualmente trovava.

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Ricordo giornate intere passate a fare traino lungo al largo di Platamona e lui che prendeva le mire,la sua prima cernia grossa presa a Dorgali in 31 metri d’acqua con la mia collaborazione.

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Una volta gli si è rotta la macchina rientrando da Castelsardo e io con la mia Giulietta col gommone attaccato lo ho trainato sino a Sassari,mi ricordo la faccia degli automobilisti che si vedevano sorpassare a 120 Km l’ora da due macchine attaccate coi carrelli e i gommoni e lui dietro che suonava per farmi rallentare.

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La cernia che aveva trovato alla “Summa” che ci ha fatto lavorare per due giorni a oltre 31 metri,e la soddisfazione quando la abbiamo estratta dalla tana…..pesava circa 30 chili…..lui il giorno ne aveva presa già una di 15 chili.

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Serate passate a parlare di pesca e di donne tra una birra e l’altra ,io che tenevo l’attrezzatura sub in maniera vergognosa e lui che me la curava,sulle attrezzature era un pignolino,non doveva esserci niente fuori posto,le punte delle aste sempre acuminate la sagola sempre nuova i fucili sempre controllati,non trascurava nulla.

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Ultimamente usciamo a pescare insieme di tanto in tanto,mi ricordo qualche anno fa che siamo andati alla secca insieme e lui che pescava con i piombi a sgancio come al solito quando va fondo ha perso la cintura in 30 metri d’acqua e sono dovuto scendere a recuperargliela,qualche volta siamo andati insieme alla quarta cala di Portoferro e gli ho fatto vedere qualcuna delle mie tane migliori,tanto lui in quei posti ci va poco e nulla,ma anche lui come Paolo mi ha fatto vedere dei bei posti a mare di dentro che sicuramente407719_222730251143780_1018115229_n non troverò mai più.

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Mi piace pensare che se è diventato cosi bravo sia un po merito mio,forse mi sbaglio ma mi auguro di essergli servito quando era più giovane a fargli saltare qualche tappa per diventare anche lui mitico come il Crab e Tonino.

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Il mitico “Tenerone”,pippo,pippo,pippo,pippo.

 

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Il mitico Tonino.

Oggi vi voglio parlare di un fortissimo sub che ho avuto il piacere e l’onore di frequentare,il mitico Tonino Falchi,grandissimo pescatore e grande amico, uno dei pochi insieme al “Crab” con un fiuto per il pesce incredibile.

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Una volta siamo andati alla “Summa” insieme al “Tenero” col figlio Agostino come barcaiolo per passare una giornata insieme a pesca,ci siamo messi a controllare le tane conosciute e abbiamo iniziato a prendere qualche pesce, mentre il “Tenero” come suo solito faceva delle planate nel blu in cerca di cernie,che come al solito trovava anche se a profondità impegnative.Anche il giorno ne ha trovato una nella caduta verso l’Isola Rossa,la cernia era entrata in uno spacco sui 30 metri e non riusciva più a vederla,quindi mi ha chiamato per dargli una mano,Tonino si è unito a noi nella ricerca e un tuffo dopo l’altro abbiamo controllato bene lo spacco.

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Io durante una planata verso il buco dove era sparita la cernia ho notato uno spacco un po più largo dove potermi incastrare per controllare meglio,mi sono infilato dentro e illuminando con la torcia ho notato dietro una pietra il testone della cernia che mi guardava, ferma,ferma,avevo il fucile che era mezzo scarico perchè perdeva aria e non la ho sparata per paura di non passarla e quindi di perderla,sono risalito ho spiegato la situazione al “Tenero” e Tonino, e mentre ci ventilavamo lui ha iniziato la discesa verso lo spacco si è infilato dentro e ha fulminato la cernia con un tiro in mezzo agli occhi ,nello stesso tuffo la ha estratta dalla tana e portata in superficie,come diciamo qui “un dimoniu”,come se stesse pescando in 10 metri d’acqua.

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Un’altra volta siamo andati in Corsica insieme, col mio gommone e sempre Agostino come barcaiolo di fiducia, non ci perdeva mai di vista,siamo partiti su una risalita al largo dove Tonino conosceva una bella tana di corvine ne abbiamo catturato un paio veramente grosse e poi ci siamo spostati in una zona sempre al largo con dei bei lastroni semi nascosti dalle alghe dove lui conosceva una tana di saraghi,lui “lu dimoniu”scendeva con due fucili e sparava sia da un buco che dall’altro e io come scendevo trovavo torbido e non vedevo nulla e lui “frazzava” pesci a nastro,allora ho deciso di scendere insieme a lui e mentre sparava ho controllato li vicino uno buchetto e meraviglia dentro si erano ammassati i saraghi che lui spaventava sparando dagli altri buchi,vi dico solo che ho fatto due triplette e una coppiola,e mi sono rimesso in carreggiata.

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Poi ci siamo spostati a nuoto cercando un lastronato che lui aveva trovato con il “Crab” ,ma siamo finiti in un fondale di sabbia sui 22/23 metri e ogni tanto vedevamo delle macchie scure sul fondo e scendevamo a controllare ,durante una di queste planate ho visto Tonino allargare le braccia e “trubbare” qualcosa verso un costone con delle lastre alla base,quando è risalito mi ha detto”fara tu Piè chi a me mi ze scappendi la risa”.

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Come stavo scendendo sul fondo ho visto una marea di saraghi e corvine che girava tra la sabbia e quelle quattro lastre di roccia,uno spettacolo di altri tempi,abbiamo preso lo stretto indispensabile”cioè un bè di pesciu” e ce ne siamo andati.

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Un’altra volta mi ha portato al largo di Platamona in alcuni dei suoi posti segreti,era inverno acqua fredda ma pulita,in un paio di posti non c’era nulla ma nell’ultimo ,anche se non si vedevano pesci in giro,c’era una festa,io ho sparato un una tana e mi si è incastrata l’asta con tre saragoni presi in un tiro,mentre cercavo di togliere l’asta vedevo Tonino che sembrava una macchina da guerra ,un tuffo dopo l’altro portava su saraghi e corvine mostruosi e io allora sono andato in gommone ,ho preso un’altro fucile e sono sceso nuovamente in quella tana a sparare qualche altro pesce,indovinate un po……ho nuovamente incastrato l’asta,dopo tanta fatica sono riuscito a recuperare sia l’asta coi tre saraghi che l’altra con due,ma ero sfinito ,stavamo pescando con la muta grossa e 9 chili di piombi in 20 metri d’acqua,sono andato in gommone a riposarmi e lui mi ha raggiunto subito dopo.I miei 5 saraghi erano quasi 7 chili non vi dico cosa doveva pesare la sua pescata erano 12 saraghi e alcune corvine mostruose.

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Una volta a una gara di selezione a avuto da ridire con un famoso atleta e con uno schiaffo gli ha girato la maschera dall’altra parte era fatto cosi grande amico ma non dovevi girargli le “bolas”,con me è sempre andato d’accordo ci siamo sempre divertiti insieme,ora è fuori per lavoro ma quando rientra ci vediamo sempre e organizziamo qualche pescata insieme.Anche lui ha fatto la storia della subacquea Sassarese.

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Una giornata di pesca con il “cinghialetto” e Mondina.

Domenica mattina giocando col pc aspettando che Pierino si svegli per andare al mare,giornata bellissima di sole poco vento e tanta voglia di pesca.

Non sono mai stato uno che va al mare presto, i miei orari erano sempre  molto comodi,tante volte quando io entravo in acqua vedevo sub mattinieri uscire, ma il mio è un modo di concepire la pesca diverso,per me la pesca è un divertimento se diventa una fatica non mi piace piu’,e svegliarmi all’alba per me è una grossa fatica,poi considerando che le migliori pescate le ho fatte di pomeriggio ……….chi  me lo fa fare.

Dunque arrivo a Porto Palmas alle 10 e 30,mentre mi scaricano il gommone quattro battute  con gli amici al baretto da Enrico ,informazioni sulla temperatura dell’acqua,visibilità ,corrente e poi si parte.

Sono in gommone con Mondina la mia barcaiola di fiducia e mio figlio Pierino il (cinghialetto) ha 13 anni ma vederlo in acqua è uno spettacolo, ottima acquaticità e tanta voglia di seguirmi in acqua, poi oggi sopratutto che deve provare la muta nuova che gli ha spedito il DRAKE da genova, non sta nella pelle.

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Ci dirigiamo verso Punta Argentiera,una zona che conosco molto bene, inizio a controllare alcune tane nella baia con scarsi risultati solo una corvina e un paio di triglie,speravo nella cernia visto che in zona conosco alcune tane buone ma niente, mi sposto col gommone fuori della punta in una zona con delle risalite che sommano sui 22/23 con intorno un fondale di 28/29 metri dove conosco una bella tana di cernia che non mi ha mai tradito,è una tana difficile ma ultimamente sono riuscito sempre a sparare il pece fuori dalla tana o all’ingresso.

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La prima planata la faccio sul sommo e mi fermo un attimo all’aspetto poi piano piano striscio verso la caduta per controllare se alla base c’è lei come al solito fuori a fare la guardia,si è li tranquilla poggiata sul fondo vicino all’ingresso della tana,provo una caduta ma lei si innervosisce e scoda dentro,continuo la planata e punto sui pietroni li davanti come se non l’avessi vista,ci sono come al solito le corvine ne sparo una e risalgo.

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Pierino è risalito in gommone gli passo il pesce e mi preparo al prossimo tuffo,devo planare sui pietroni e aspettare che la cernia si abitui alla mia presenza convinta che non ce l’ho con lei ma con le corvine per poi riuscire a spararla all’imboccatura della tana, è un giochetto che mi è riuscito piu’ volte,   Durante la discesa controllo la sua posizione e come al solito sgattaiola nello spacco velocemente ma poi si riaffaccia piano piano a controllare mi fermo all’aspetto li vicino e lei mi guarda dalla penombra sa di essere fuori tiro e si sente tranquilla mi manca un metro per essere sicuro che sia a tiro, gli giro le spalle e risalgo durante la risalita la controllo e vedo che esce dalla tana e mi guarda mentre risalgo mi sembra molto tranquilla,al prossimo tuffo gli cadrò piu’ vicino e sarà mia ne sono sicuro.

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Pierino e Mondina mi chiedono informazioni e io gli illustro la scena e la tattica che intendo seguire per catturarla,Pierino prende già la telecamera per fare il filmato,io inizio a concentrarmi e a prepararmi ,mentalmente vedo tutta scena ,non devo sbagliare nulla non devo fare nessun movimento strano che la spaventi,come mi sento pronto mi immergo cercando mentalmente di controllare tutti i miei movimenti ,dopo i 15 metri inizio la caduta lenta verso il punto dove mi ero fermato prima solo che questa volta cerchero’  di accorciare la distanza dallo spacco dove va sempre ad infilarsi,questa volta non è fuori ad aspettarmi,mi appoggio sul fondo ,il fucile puntato verso lo spacco e aspetto, intravedo la punta del muso nell’ombra, i secondi passano lenti e lei non si vuole affacciare di piu’,mentre stavo già pensando di risalire e tentare un’altra volta la vedo che avanza verso l’uscita della tana per vedere cosa stavo facendo ,è a tiro e vedo benissimo la testa, il tiro parte preciso e l’asta del 100 la blocca nell’ingresso senza  dargli nessuna possibilità di girarsi e rientrare in tana per incastrarsi, mi lancio in avanti e prendo l’asta e la tiro fuori,mentre risalgo la ammiro e ripenso a tutta la scena e’ andato tutto come avevo previsto,anche questa  volta la mia zona (X) mi ha premiato.

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In superficie Pierino mi filma mentre Mondina Prepara l’Igloo per metterla al fresco,il “cinghialetto”gasato dalla cattura vuole rientrare in acqua e quindi ci spostiamo in una baia li vicino e insieme controlliamo delle tane ,mi piace guardarlo mentre controlla le tane ha una buona tecnica,(chissa’ da chi avra’ preso) lo seguo con lo sguardo mentre si incastra in uno spacco fino alle pinne e controlla dentro ,poi mi avvicina e mi dice di controllarlo perche’ ha visto dei saraghi ma deve entrare tutto dentro per cercare di spararli,scendo controllo ma lo spacco e’ troppo stretto e non riesco ad entrarci,lo assisto mentre si infila a testa in giu’ per circa un metro e mezzo poi si gira di fianco e spara ,ha preso un bel sarago in una tana impossibile per qualsiasi persona adulta,continuiamo a razzolare ancora un po’ e poi via in gommone a riposare e prendere il sole.

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Ricordi

io,maurizio e gigiMolto tempo fa mi ricordo che andavo a pescare sempre con Luigi,Gigi,Maurizio e Giuseppe eravamo una bella combricola di fuori  di testa,ne abbiamo combinato di tutti i colori.dentice

Una volta abbiamo deciso di andare alla “Summa” e quindi Luigi che aveva studiato al Nautico ha preparato la rotta,la distanza e il tempo che ci voleva ad arrivarci,siamo arrivati a Castelsardo, messo in acqua il gommone e siamo partiti.

Il nostro calcolo era che ci volevano circa 40 minuti per arrivare sulla secca e poi sicuramente avremo visto il chiarore della secca…..tutto semplice,ma non ando cosi,allora ci è venuta la brillante idea di andare dove vedevamo segnali di reti,che secondo noi dovevano segnare la secca, ma ogni volta ne vedevamo sempre piu al largo e continuvamo ad uscire.

Ci siamo finiti “a punta di casino” in mezzo al mare e non siamo riusciti a trovare la “Summa”, il mare era una tavola, liscio come l’olio e cosi abbiamo deciso di rientrare verso terra, in quel momento a una trentina di metri da noi spunta una pinna,era sicuramente uno squalo, forse una verdesca,io carico i fucili e mi sdraio sulla punta del gommone,la nostra intenzione era di caturarlo sparandolo dal gommone.

Tutti eravamo decisi solo Giuseppe non ne voleva sapere , diceva che eravamo troppo al largo e che ci avrebbe affondato il gommone,due volte gli siamo arrivati quasi sopra e per due volte Giuseppe a fatto cambiare rotta a Maurizio che guidava, diceva che dalla distanza che c’era tra la pinna e la coda doveva essere  almeno piu di tre metri, a malincuore rinunciammo e prendemmo la via del rientro.

Tra tutti i calcoli che avevamo fatto ci eravamo dimenticati di calcolare il consumo del motore e quindi siamo rimasti senza benzina a un paio di miglia dal  porto,quindi a turno tutti in acqua a trainare il gommone fino allo scivolo,eravamo giovani e oltre che appassionati anche molto pericolosi.

Un’altra volta siamo andati a Punta Argentiera e Gigi si era  portato le bombole per cercare di prendere qualche aragosta, a quei tempi non c’erano tutte le limitazioni che ci sono oggi, io, Luigi e Maurizio siamo andati in apnea a controllarci alcune tane che conoscevamo li in zona,mentre pescavamo sui 18 metri vediamo Gigi con le bombole sotto di noi,lampo di genio,mi immergo e senza farmene accorgere gli chiudo il rubinetto dell’aria, non vi dico la scena, Gigi che risale a “manetta” ed esce fuori dall’acqua tipo siluro fino alla cintola.

Un’altra volta Gigi ha inchiodato le pinne a Maurizio con una fucilata,robba da pazzi furiosi,ma non ci incazzavamo mai, tra di noi si rideva a crepa pelle, poi una volta Maurizio per vendicarsi voleva ricambiare il favore a Gigi , ma lui per non farsi colpire le pinne allargava e chiudeva le gambe,Maurizio ha sparato lo stesso e lo ha colpito ad una gamba,siamo usciti dall’acqua e subito siamo andati all’ospedale di Alghero,durante il viaggio ridevamo come pazzi pensando al record del pesce piu grosso di Maurizio 68 chili, anche Gigi tra un vaffa e l’altro non disdegnava qualche battutta,penso che quell’arpione arruginito sia ancora conservato da qualche parte a casa sua.

Poi come sempre accade che per un motivo o per l’altro ci siamo persi di vista ma ogni volta che ci ritroviamo è festa, ci facciamo un sacco di risate pensando a quei tempi,erano gli anni che la pesca sub stava iniziando a contaggiare molta gente,ma in acqua eravamo ancora in pochi.      

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La prima volta a Orosei nella zona di Fuile a mare.

Nel 1974 sono andato a pescare nella zona di Orosei, dopo il paese lungo la strada che va verso Cala Liberotto c’è una stradina bianca che porta a Punta Nera è una zona con la costa non molto alta di rocce scure (forse vulcaniche) il fondale di rocce alghe e sabbia non mi ispirava molta fiducia, era la mia prima volta in quella zona mi ricordo che il fondale mi sembrava monotono con poche tane e molte alghe.

Dopo varie immersioni controllando tutti i posti che mi sembravano buoni mi sono spostato più fuori in un’ posto di canaloni di sabbia, uno  di questi canaloni creava una tettoia profonda,dalla superficie mi è sembrato di vedere un movimento dove lo spacco si stingeva sulla sabbia e le alghe ne coprivano l’ingresso.


Quindi decido di scendere per  controllare, lo spacco era molto ampio e andava piano piano restringendosi verso la parte più profonda, come mi sono infilato dentro ho visto subito due testoni fermi che mi stavano guardando, non ho perso tempo, ho allungato il braccio col fucile e ho sparato la testa più grossa, la punta del fucile era cosi vicina al pesce che quasi lo toccava, l’asta è scivolata sulla testa del pesce senza bucarlo e l’orata e schizzatta via come un missile, l’altra è rimasta ferma a guardarmi ho ricaricato il fucile , gli ho attaccato l’asta al muso e ho sparato,   il pesce ha fatto un casino della madonna ed è sparito nel torbido, dall’ecitazione stavo per ricaricare un’altra volta il fucile, ma meno male che il buon senso mi fatto risalire,durante la risalita controllavo che il pesce non uscisse dalla tana, vedevo solo la sabbia smossa sollevata ma il pesce  era rimasto dentro per fortuna ,forse stordito dalla fucilata sul muso.

In superficie mi sono ventilato sempre controllando che l’orata non uscisse, nel tuffo successivo ho controllato bene con la torcia nel torbido il fondo dello spacco ma non sono riuscito a vedere il pesce, eppure doveva essere li dentro non era uscito l’avrei visto, risalgo è aspetto che l’acqua si pulisca dal torbido sempre senza perdere d’occhio lo spacco. Questa volta scendo deciso ad incastrarmi nello spacco il più possibile ,non mi andava di perdere quel pescione, con la torcia ho controllato ogni centimetro ma niente ,dell’orata neanche l’ombra, mentre uscivo dallo spacco l’occhio mi è caduto su uno strano rigonfiamento della sabbia da dove spuntavano le spine dorsali del pesce, “sa fizza e bagassa” aveva smosso la abbia e si era messa di taglio per coprirsi con la sabbia e quasi quasi mi aveva fregato,la ho sparata e recuperata, in risalita la ammiravo con soddisfazione era la mia prima orata grossa.
Poi  ho capito perchè non avevo passato i due pesci con l’asta, li avevo sparati da troppo vicino e l’asta non era uscita tutta dalla canna e quindi non aveva ancora forza e velocita per trafiggere dei pesci cosi grossi,mi è servito come esperienza non ho più sparato a pesci grossi da cosi vicino. Ho continuato cercare  lì in zona l’altra orata che era andata via,ma ero sicuro che avevo poche probabilità di ritrovarla.

Mentre cercavo questo pesce ho trovato un’ un’oasi di lastroni poggiati sulla sabbia con un bel branco di saraghi e corvine che stazionavano lì attorno, al primo tuffo ho preso due  saraghi con un tiro, poi nei tuffi successivi sono riuscito a prendere altri due saraghi è una bella corvina.

Soddisfatto della bella pescata ho iniziato a rientrare vDf254Df893erso riva sempre attento a controllare ogni minimo spacco, ho trovato una specie di caverna che conteneva delle belle cicale, sono riuscito a prenderne una e mi sono incamminato verso l’uscita. Per essere la prima volta che frequentavo quelle zone sono rimasto molto contento, non ho mai superato i 15 metri di profondità e quel fondale che mi sembrava monotono si è rivelato molto bello con molte tane nascoste dalle alghe, insomma un bel posto e con tanto pesce e poco smalizziato, sono tornato altre volte in quelle zone ho fatto sempre delle belle pescate.

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